Castel Gandolfo
Il paese trae il suo nome dalla famiglia dei Gandolfi, signori del luogo per circa due secoli fino al 1200. Diventata poi dominio dei Savelli, la rocca passò nel 1467 al Cardinale Scarampo, Vescovo di Albano, che ne curò il restauro.
Rientrata nel dominio dei Savelli, fu a questi definitivamente tolta dal Papa Clemente VIII, poiche' i Savellli si erano rifiutati di pagare alla Camera Apostolica un debito di 150.000 scudi.
Nel 1608 venne dichiarata "dominio inalienabile della Santa Sede". Fondamentale fu l'intervento architettonico-urbanistico di Bernini per Alessandro VII Chigi, nella II meta' del 1600.
I Chigi possedevano sia il feudo di Ariccia che quello di Castel Gandolfo, sede di villeggiatura papale. Il papa cosi' chiese al Bernini di ristrutturare il palazzo e di sistemare il borgo antistante. L'architetto curo' anche il progetto di edificazione della chiesa dedicata a S. Tommaso da Villanova, svettante sul panorama lacustre.
Affacciandoci al "belvedere" e' possibile ammirare il lago omonimo, caratterizzato da una stupenda macchia di vegetazione che nasconde siti archeologici importanti come l'emissario romano e due ninfei, uno dorico e uno imperiale. Il palazzo pontificio, costituito dalla sede papale piu' le ville, e' famoso per i suoi giardini, per l'Osservatorio Astronomico e per i resti della villa dell'imperatore romano Domiziano, il cui criptoportico e' conservato in una delle ville pontificie insieme con l'Antiquarium storico-archeologico.
Non tutti sanno poi che a Castel Gandolfo fu istituita nel 1820 la prima "cassetta postale mobile" con la quale si faceva la navetta tra il paese e l'ufficio postale di Albano.
Specialita' locali: pesche; biscotti; pesce di lago.




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